Se ti abbraccio non aver paura || Fulvio Ervas

Titolo: Se ti abbraccio non aver paura
Autore
: Fulvio Ervas
Edizione: 2012
Casa Editrice: Marcos y Marcos

Per certi viaggi non si parte mai quando si parte.
Si parte prima.
A volte molto prima.
Sono bastate poche parole: “Suo figlio probabilmente è autistico”.

La lettura, i libri, sono quella cosa che ti fa viaggiare anche restando fermo, col solo potere delle parole: perlomeno, è quello che i buoni libri dovrebbero essere in grado di fare. Questo è il caso di Se ti abbraccio non aver paura, che ti prende per mano e ti accompagna nel viaggio di Franco e Andrea. Un viaggio che però si rivela un’immersione a 360° nel loro mondo e ti sbatte in faccia la realtà di una malattia di cui si parla molto poco: l’autismo.

Andrea nasce sano, fino a due anni e mezzo di età è un bambino come tutti gli altri, dice le sue prime parole, gioca, ride. Poi iniziano le prime stranezze, sguardo assente, il bambino diventa cupo e introverso. Gli viene diagnosticato l’autismo: è qui che, per Franco e la sua famiglia, inizia il vero viaggio, senza ritorno, per una meta sconosciuta. Ed è proprio per questo che Franco Antonello ha voluto condividere la sua storia affidandola ala penna di Fulvio Ervas, per parlare di una malattia di cui poi non si sa molto, da cui ci si lascia intimorire senza capire minimamente con cosa si ha a che fare.

Non è questo il caso di Franco, però, che si rimbocca le maniche e si impegna ogni giorno per garantire ad Andrea una parvenza di normalità e lo mette nella condizione di fare tutte le esperienze della sua età. Nell’estate dei suo 17 anni, Andrea e Franco partono per un viaggio dal sapore epico: l’America on the road. Un girare, vagabondare, spingersi sempre oltre, senza un itinerario fisso, senza una meta certa: si parte da Miami, Florida, e si arriva a Los Angeles, California, con un  miriade di tappe intermedie alla scoperta degli U.S.A.; si prosegue con il Messico e poi giù per l’America Latina, fino al Brasile e all’ultima tappa, Arraial d’Ajuda, raggiunta con una missione speciale. Qui si concluderà il viaggio dei due protagonisti, ma anche quello di noi lettori: con un po’ di rammarico salutiamo Franco e Andrea, ma vorremmo continuare a immergerci nelle loro avventure, entrare ancora per un poco nelle loro vite caotiche e coloratissime, non sempre rose e fuori, ma certamente straordinarie.

La trama è lineare, procede ordinatamente di tappa in tappa. Quello che si incontra lungo la strada è un universo ricchissimo di personaggi , di incontri, di vissuti, di scambi, di grandissima umanità in tutte le sue variegate forme. Ma sopratutto, pagina dopo pagina, si impara a conoscere Andrea attraverso gli occhi di Franco; i momenti più toccanti saranno forse le letture delle comunicazioni private tra padre e figlio: Andrea, che a voce si esprime a monosillabi o in modo molto elementare, in forma scritta riesce invece, tramite la tastiera del pc, a dare forma ai suoi pensieri per mezzo di piccole frasi, tanto più brevi quanto più intense e condensate.

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immagine via spettacoli.tiscali.it

Ci sono libri a cui non sei preparato, li inizi senza sapere esattamente cosa ti aspetta: è un viaggio anche per il lettore, un viaggio verso una meta ignota. Sapevo di cosa trattava questo libro, è vero: ero informata sulla storia di Andrea, avevo visto diversi servizi televisivi, mi ero già emozionata con lui e per lui. Ma un conto è avere “un assaggio”, un conto è immergersi del tutto nella cronaca day by day di un viaggio fatto da un padre con suo figlio autistico.

Mi è servito qualche giorno per assimilare il senso di questo libro, ho dovuto lasciarlo decantare un pochino per poterlo recensire: mi ha toccata profondamente e non sapevo bene come parlarne. Qui non c’entra un giudizio di stile o di contenuto: l’unica cosa che possiamo fare davanti a una storia del genere è osservare con umiltà e ringraziare chi, con molta gioia ma anche con molta fatica, ha deciso di condividere tanta parte della sua vita con noi lettori. Con noi lettori “sani”, sopratutto, noi che non sappiamo neanche cosa sia l’autismo, noi che viviamo le nostre vite dando tutto per scontato, che ci lamentiamo dei nostri piccoli problemi quotidiani e che forse siamo stati adolescenti irrequieti, problematici,  scontenti, sentendoci il centro del mondo, come è giusto che fosse a quell’età. Ma come non sentirsi piccoli piccoli davanti alle vicende di Andrea, ragazzo autistico “intrappolato in pensieri di libertà”, nel suo mondo fatto di colori (“i colori sono i miei umori e le parole che non riesco a dire”), manie, sensibilità speciale e senza filtri? Andrea capisce tutto perfettamente, è intelligente e non si perde un dettaglio di quello che gli succede intorno: il suo problema, come tutte le persone affette da autismo, è l’incapacità a comunicare col mondo esterno, impossibilità a esprimere i propri sentimenti e a relazionarsi con gli altri secondo le norme socialmente e silenziosamente pattuite (e invece Andrea tocca la pancia agli sconosciuti, li abbraccia, li bacia). E proprio per questo ne soffre, come rivelerà al padre in tanti suoi messaggi scritti “Andrea: Andrea chiede aiuto testa confusa male sto; Franco: CHE AIUTO VUOI? Andrea: A guarire da mia condizione di autismo. Sono stanco di stare così“.

Cosa può fare un padre davanti a una simile richiesta da parte del figlio? Molti genitori si sono persi difronte alle malattie dei figli, non hanno saputo reagire, si sono lasciati andare. Ma per fortuna Franco non è uno di questi: fa del suo meglio non solo per garantire ad Andrea la miglior vita possibile fintanto che riuscirà a stargli accanto e prendersi cura di lui; ma si impegna anche attivamente per educare la società di oggi e di domani alla sensibilità tutta speciale di questi ragazzi, di queste persone*.

Insomma, trovo che “Se ti abbraccio non aver paura” sia una prova d’amore senza eguali, che ti resta dentro e vale senz’altro una lettura.

*Nel 2005 Franco Antonello ha fondato “I Bambini delle Fate”, una organizzazione senza scopo di lucro che finanzia progetti sociali, gestiti da associazioni di genitori, enti o strutture ospedaliere, rivolti a bambini e ragazzi con autismo e disabilità e alle loro famiglie.

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