Consigli pratici per uccidere mia suocera || Giulio Perrone

Titolo: Consigli pratici per uccidere mia suocera
Autore
: Giulio Perrone
Edizione: 2017
Casa Editrice: Rizzoli

Consigli pratici per uccidere mia suocera è il secondo libro di Giulio Perrone edito da Rizzoli: un romanzo brillante e divertente che si legge con incredibile scorrevolezza (254 pagine divorate in due giorni).

Protagonista della vicenda è Leo, trentanovenne romano, di professione traduttore presso la casa editrice Ranieri Malosi. Cresciuto senza un padre e con una madre piuttosto distratta, Leo sviluppa la classica sindrome da quello che una volta era il classico “trentenne in crisi”, una crisi che però ora sembra trascinarsi ben oltre la soglia dei trenta e sfociare anche nella decina successiva.

“Compresso” tra due donne, Leo è il perno di un triangolo amoroso alquanto originale: sta con Annalisa, compagna più giovane di lui di quindici anni, ma nel frattempo la tradisce con la ex moglie Marta, la stessa che aveva lasciato qualche mese prima proprio per Annalisa. Se c’è un tratto di questo personaggio che emerge fin da subito, dunque, è proprio quello della sua indecisione che lascia trasparire una sostanziale immaturità, cifra che lo connota quasi fino all’epilogo della storia (dopo metterà “la testa a posto”? Chissà).

A movimentare ulteriormente la vita di Leo c’è poi Dustin, il padre assente per trent’anni che un bel giorno bussa alla sua porta ed entra bruscamente nella sua vita, travolgendolo in una serie di rocambolesche avventure che coinvolgono personaggi poco raccomandabili della malavita romana (tra boss e scagnozzi maneschi, gioco d’azzardo, debiti e qualche inseguimento ricco di suspense).

Eppure sarà proprio questo padre assente-improvvisamente fin troppo presente a rappresentare più di una volta un appiglio e un diversivo per Leo: grazie a lui, il protagonista potrà opportunamente sgusciare via da situazioni scomode che lo asfissiano, tipo i confronti continuamente rimandati con le due donne della sua vita, Marta e Annalisa appunto.

Marta, la ex moglie, è una donna matura, decisa e sicura di sé, pragmatica al punto da voler risolvere non solo i propri problemi, ma anche quelli di Leo, finendo, probabilmente, per soffocarlo con aspettative e direttive su come gestire la sua vita (mollare il lavoro in casa editrice e acquistare una libreria tutta sua…). Dall’altra parte c’è Annalisa, l’attuale compagna venticinquenne e ingenua che si innamora del protagonista e lo conquista con i suoi tratti un po’ infantili, semplici e puri, col suo fare protettivo e rassicurante. Due donne completamente opposte, unite però in una posizione pur dolorosa dall’amore che provano verso il protagonista. E Leo sarà inevitabilmente chiamato a scegliere dopo un continuo rimbalzare tra le due e un costante riflettere sui dubbi e le ansie della sua vita.

Nulla a che vedere fin qui con lo scenario aperto dal titolo: i “consigli pratici per uccidere mia suocera” sono quelli che l’editore Enea Ranieri Malosi – capo di Leo – chiede ai suoi dipendenti per completare il suo ultimo libro. Come commettere questo delitto per scrivere un giallo di sicuro successo? Il lettore sarà trasportato in un mondo dell’editoria delirante e a tratti caricaturale: Perrone, a sua volta fondatore della casa editrice che porta il suo nome, prende in giro tutti quei retroscena che caratterizzano la sua vita lavorativa reale al di fuori del libro, strappando in questo modo più di un sorriso al lettore ignaro di certi episodi.

Una lettura sicuramente agile, colorata dalle tante espressioni in dialetto romanesco, asciutta nelle descrizioni, vera nei dialoghi. Ecco, i dialoghi probabilmente sono l’aspetto che ho preferito, così come le descrizioni dei sentimenti. Alla presentazione del libro, Perrone diceva di non essersi confrontato con nessun parere femminile per creare le due donne del suo romanzo (ce ne sarebbe una terza: la terapeuta di Leo; ma in effetti l’autore ci rivela che la sua vera terapeuta ha contribuito alla revisione di alcuni punti del libro che riguardano la Dott.ssa Statuti), eppure, da donna, ho trovato molta verità e schiettezza nel modo di descrivere le emozioni e le reazioni di Marta e Annalisa.

A fine libro, quello che ci aspetta è un finale a metà: senza rivelare troppo, dirò solo che è piuttosto conciliante per il protagonista. Sembrerebbe che l’autore strizzi l’occhio a Leo con una punta di condiscendenza, quasi di cameratismo tutto maschile: le tensioni si distendono, tutto sembra prendere la direzione giusta (ma non necessariamente scontata), come se “il povero Leo”, dopo tante peripezie, in fondo meritasse il suo pezzetto di felicità. Ecco, forse da donna sarei tentata di essere più severa difronte ai comportamenti di questo quasi quarantenne un po’ scavezzato, trattato con fin troppa morbidezza. Ma il mio giudizio sul personaggio non inficia sulla qualità del libro, che anzi ho apprezzato molto.

Con un tono coinvolgente, l’autore ci porta a immergerci nel mondo del suo personaggio e a condividerne ansie e timori, dando anche qualche spunto di riflessione sulle dimensioni di un eterno precariato che riduce persino gli uomini adulti a una sorta di adolescenza continuativa, alla fuga dalle responsabilità e a uno stato di crisi esistenziale. Che però, guarda caso, riguarda sempre gli uomini più che le donne (e dunque: non sarà tutta una scusa alla fine?!).

Una nuova uscita da leggere assolutamente, non perdetela!

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