Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare || Luis Sepúlveda

Titolo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
Autore
: Luis Sepúlveda
Edizione: 1996
Casa Editrice: Salani Editore
Traduzione: Ilide Carmignani

Ci sono storie che non hanno età, le puoi leggere da bambino per poi riprenderle in mano da adulto e scoprire che, in fondo, ti fanno ancora sognare come una volta. Questo è il caso di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di  Luis Sepúlveda, che nei giorni scorsi è stata per me un rilettura molto emozionante.

Vi racconto un piccolo aneddoto che mi lega in modo speciale a questa storia: era il 1998 e io ero una bambina di 7 anni che andava alle elementari; quando uscì il film, le maestre ci portarono a vederlo e indovinate che giorno fu scelto? Il giorno del mio compleanno…Ricordo ancora la mia felicità per quella splendida coincidenza, a cui si aggiunga anche il mio amore sconfinato per i gatti fin da quando ho memoria. E così ebbi un primo contatto con questa splendida storia, non vi racconto neanche che poi comprai tutto il corredo scolastico a tema…

Torniamo ora ai giorni nostri, quasi 20 anni dopo…In un mercatino di libri usati mi capita sotto mano questo volumetto, lo prendo, è mio. L’ho riletto tutto d’un fiato in un paio di giorni, assaporando le pagine una ad una, soppesando le parole semplici ma preziose, ammirando le illustrazioni di Simona Mulazzani che corredano questa edizione di Salani Editore.

“Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” racconta la storia di Zorba, un gattone nero d’appartamento, che un bel giorno si ritrova sul balcone di casa una gabbiana morente. Kengah, questo il suo nome, stava sorvolando la foce dell’Elba col suo stormo quando si tuffa in mare per pescare delle aringhe, ma disgraziatamente rimane impantanata in una macchia di petrolio. Con le piume incollate ma con una forza di volontà disperata, Kengah riesce a spiccare il suo volo per raggiungere la terra ferma: nei suoi ultimi momenti di vita deporrà l’uovo che portava dentro di sé e ne affiderà la cura a Zorba.

Una promessa fatta a un’estranea sul letto di morte, catapulterà Zorba in un’avventura inaspettata e senza precedenti. Con l’aiuto dei gatti del porto di Amburgo – Segretario, Diderot e Colonnello -, coverà l’uovo fino alla schiusa e poi dovrà mantenere la promessa più grande: insegnare al piccolo gabbiano a volare.

“Promettimi che non mangerai l’uovo” stridette aprendo gli occhi.
“Prometto che non mi mangerò l’uovo” ripeté Zorba.
“Promettimi che ne avrai cura finché non sarà nato il piccolo” stridette sollevando il capo.
“Prometto che avrò cura dell’uovo finché non sarà nato il piccolo”.
“E promettimi che gli insegnerai a volare” stridette guardando fisso negli occhi il gatto.
Allora Zorba si rese conto che quella sfortunata gabbiana non solo delirava, ma era completamente pazza.
Prometto che gli insegnerò a volare.

Un gatto che insegna a volare a una gabbianella? Sarà proprio questa la sfida più grande e solo con un lavoro di squadra alla fine i nostri beniamini riusciranno a insegnare a Fortunata come spiccare il volo. Una missione che richiederà la collaborazione di tutte le specie: gatti, uccelli e persino uomini, mentre alla scimmia Mattia è affidato il ruolo di mettere i bastoni tra le ruote in ogni modo possibile.

“Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” parla ai bambini di temi da adulti: l’accettazione della diversità, la solidarietà, l’amore senza razze né confini, il rispetto per l’ambiente. Commuove, diverte, insegna, educa: un messaggio di speranza di altissimo spessore poetico che recupera anche il valore positivo della presenza umana, non solo “distruttrice dell’ambiente” ma anche, in conclusione, “salvatrice”.

Un libro da leggere ai vostri bambini ma anche da rileggere per sé stessi, un dolce balsamo per il cuore che ci lascerà sicuramente con qualcosa su cui riflettere.

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