Le notti blu || Chiara Marchelli

Titolo: Le notti blu
Autore
: Chiara Marchelli
Edizione: 2017
Casa EditriceGiulio Perrone Editore

Per pura coincidenza, Le notti blu di Chiara Marchelli è uscito il giorno del mio compleanno, lo scorso 9 marzo. Mettetici questo, o il fatto che il romanzo è stato uno finalisti del Premio Strega 2017, ed ecco spiegato come mai ero così curiosa di leggerlo.

La trama, in breve: Larissa e Michele sono sposati da oltre trent’anni, vivono a New York e fanno una vita agiata. Il loro matrimonio è solido e all’apparenza conducono una vita normale, ma in realtà fanno i conti con un dolore tremendo, il più grande di tutti: la perdita di un figlio. Protagonista assente del libro è infatti Mirko, che si è suicidato il 31 dicembre di 5 anni prima, lasciando anche la moglie Caterina, con la quale viveva in Italia.

Caterina vive nel lutto e nella fedeltà a quel marito scomparso, Larissa e Michele fanno i conti con il ricordo di quel figlio unico, così riservato e chiuso, ma così amato. Tutti cercano di convivere con quell’evento terribile, fino a quando Mirko torna a farsi quasi presente e ingombrante a causa di una lettera rinvenuta un giorno per caso da Caterina. Da lì si delinea l’ipotesi che Mirko avesse una seconda vita, nascosta sia alla moglie che ai genitori. Incredule e sopraffatte dal dolore, Larissa e Caterina si dimostreranno contrarie ad approfondire la faccenda, mentre Michele ne farà una vera e propria missione. Questa scelta sofferta darà però luogo a un profondo conflitto tra i due coniugi, mettendo a rischio il loro stesso rapporto.

Cosa mi è piaciuto e cosa no

Leggendo questo libro, ci sono alcuni aspetti che mi sono piaciuti e altri no, delineandosi in modo più netto del solito.

Mi è piaciuto l’approfondimento psicologico dei personaggi, in particolare di Michele e Larissa e del loro rapporto. Un matrimonio lungo e basato sulle piccole cure e attenzioni per l’altro, una conoscenza solida e profonda che rischia di lacerarsi a causa di una differenza di vedute: Michele vuole conoscere la verità su Mirko a tutti i costi, Larissa teme che questo causerà ulteriore sofferenza. Chiara Marchelli entra a fondo nella mente dei due personaggi, delineandone abilmente ansie e sofferenze, dipingendo in modo sentito la disperazione ma anche l’amore solido che li lega, con uno stile molto asciutto e focalizzato quando si tratta di sentimenti.

Non mi è piaciuto invece il continuo divagare della trama, la descrizione troppo prolissa e ridondante dei fenomeni geologici, la presenza non ben definita della figura di Mirko, un personaggio un po’ strano e difficile sia da capire che da apprezzare, personalmente l’ho trovato poco credibile.
Non mi è piaciuto neanche il personaggio di Caterina, un po’ sbrigativo e stereotipato in alcuni tratti, così come ho quasi odiato Larissa nella sua inamovibilità, chiusa e spesso cieca nel suo dolore (ma in questo caso il personaggio è  ben delineato e le sue scelte comprensibili).

Sempre Mirko, poi, risulta a tratti incomprensibile, ho trovato che alcuni aspetti del suo carattere (per come viene descritto dai ricordi di chi è vivo) sarebbero inconciliabili con le sue azioni. Ma dopotutto il succo del libro è proprio qui: quanto possiamo dire di conoscere davvero le persone che amiamo? Saremmo disposti a scoprirne e sopportarne i segreti?

Quello che Chiara Marchelli ne Le notti blu fa meglio è proprio questo: porre domande e stimolare la riflessione. Sotto questo punto di vista, credo che il libro sia ben riuscito e meriti la lettura. Dopo una prima parte iniziale che ho trovato un po’ pesante e poco scorrevole, la storia è entrata nel vivo, fino al climax finale che mi ha persino commossa.

Quello che mi rimane è la sensazione di aver toccato con mano il dolore  di chi resta, in questo caso di due genitori che, in età già matura, si trovano a fare i conti con una situazione del genere: viene da chiedersi cosa avremmo fatto noi al posto loro, se ci saremmo comportati come Larissa o come Michele, se saremmo stati in grado di sopravvivere a una simile perdita. E, sotto questo punto di vista, il libro mi è piaciuto molto.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Chiara ha detto:

    Recensione molto giusta, non mi sono ritrovata nelle critiche ditirambiche che questo libro ha ricevuto. L’ho trovato molto freddo e senza anima. La scrittrice non si espone mai e mi ha molto irritato il suo modo di sfruttare questa storia. Di certo chi ha vissuto un simile dramma non ci troverà nessun sollievo.

    Mi piace

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